martedì 13 giugno 2017

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Another turning point, a fork stuck in the road
Time grabs you by the wrist, directs you where to go
So make the best of this test, and don't ask why
It's not a question, but a lesson learned in time


Non sono mai stata del tutto convinta di quello che mentalità, letteratura, canzoni e romanticismo non meglio collocato ci hanno inculcato, e che riassunto suona come: ti accorgi di essere stato felice solo quando non lo sei più / capisci di tenere a qualcosa solo quando la perdi / realizzi che lui/lei era l'amore della tua vita nel momento in cui se ne va o lo/la lasci andare o vi perdete per qualche motivo - ed altre variazioni su tema più o meno simili.

It's something unpredictable, but in the end is right,
I hope you had the time of your life.


Magari sono io l'eccezione, o forse mi limito a constatare d'essere una delle poche ad ammetterlo: io, se sto bene, lo so mentre quel momento accade. Non, quando quel momento è già accaduto e, cazzochecretinanonmeneeroaccortamochefaccio.
Il benessere è una condizione tanto tangibile quanto la tristezza: forse, la differenza tra me e gli altri neo-romantici, è che io non l'ho mai percepito come scontato, il benessere. Sono stata infelice e mi capita d'esserlo ancora, e perbacco se la sento, l'infelicità: mi devasta come un'influenza intestinale, come un osso rotto, come una seduta invasiva dal dentista, come un lutto, come un bonifico mancato. Ma non è che quando sono contenta, vivo questa condizione come la norma: non è che quando non ho il raffreddore, quando le mie articolazioni funzionano alla perfezione tutte insieme, quando posso sorridere senza una gengiva che sanguini per partito preso, quando una persona a me cara c'è, quando il mio datore di lavoro mi paga puntualmente - non me ne renda conto. La sento, quella felicità lì. Non la vivo come fosse la norma. Non la sottovaluto. Non la considero assodata nemmeno per un minuto.
Non perché abbia paura di perderla, non perché sia ipersensibile: semplicemente, quando sto male, sento il male / quando sto bene, sento il bene. Sento, vivo, tocco.
Quando mi telefona il mio capoprogetto del cuore solo perché vuole prendere un caffè con me. Quando accompagno la mia amica a prelevare la figlia al nido, ma prima ci ammazziamo di jappo, a pranzo, ridendo e scherzando come due quindicenni senza obblighi se non il ricordo del compito in classe del giorno dopo, che anche sticazzi. Quando cazzio mia madre perché mi manda i whatsapp alle 8 del mattino, ma in realtà mi fanno piacere, è solo che proprio io a quell'ora non so nemmeno chi sono figurarsi interagire con lo smartphone. Quando schiaccio le zanzare che s'insinuano nella mia adorata CasIla e penso che il Naviglio sia comunque la mia dimensione vitale nonché collocazione spaziale preferita. Quando sento i miei amici di Roma e mi dichiarano che manco. Quando davanti a me c'è un futuro-ricordo troppo bello per lasciarlo andare ed affidarlo solo alla memoria cerebrale, e allora lo fotografo, pure se non son buona.

So take the photographs, and still frames in your mind
Hang it on a shelf in good health and good time
Tattoos of memories and dead skin on trial
For what it's worth it was worth all the while


Non credo che l'essere umano non sia in grado di visualizzare la propria felicità: ho solo l'impressione che sia più bravo a metterla da parte per lamentarsi dell'assenza di essa.
Non so cosa porti le persone ad annullarsi nel lavoro laddove non strettamente necessario o corrispondente ad una passione talmente forte da sovrastare tutto il resto. Non capisco chi rinuncia al proprio benessere in nome d'una formalità o un compromesso. Non concepisco il concetto di rimpianto.
Sarà l'età, non lo nego, l'esperienza conta molto - l'avessi avuta 15 anni fa questa testa, ma anche solo due anni fa, avrei dominato il mondo - con la solita licenza per eccesso - evviva l'iperbole.
Oggi, ora, so esattamente cosa mi rende felice e cosa mi fa stare male. Forse, per la prima volta nella mia vita, sono in una condizione in cui non ho paura di nulla: non di perdere quello che ho, non di mettermi in gioco, non di farmi i beneamati cazzi miei, non di dire quello che penso davvero - che il mio interlocutore sia il mio fidanzato, la mia migliore amica, il mio produttore esecutivo, mia madre, il mio mancato amore, la mia padrona di casa.

It's something unpredictable, but in the end is right,
I hope you had the time of your life.


Non ho mai creduto che capiamo il valore delle cose o delle persone o dei momenti / solo quando se ne sono andate per sempre o le abbiamo perse: lo sappiamo, lo sappiamo, lo sappiamo - cosa davvero rende la vita valevole di essere vissuta.
Qualche rinuncia o qualche compromesso, li dobbiamo accettare: ma, quasi sempre, volenti. Nolenti, solo laddove c'entri la salute: solo di fronte alla mancanza di quella, ci dobbiamo arrendere; ma, sempre, senza smettere di combattere e pensando di vincere. Io sarei già morta, altrimenti.
Per tutto il resto, la facoltà di scelta, l'abbiamo sempre.

It's something unpredictable, but in the end is right,
I hope you had the time of your life.


Io. Io, al momento, sono felice. Vero, ho scelto un lavoro che non mi dà soddisfazione, ma è un pensiero in prospettiva, è un intermezzo necessario. Ho scelto di non essere più single, per benessere prima e amore poi, una scommessa: vinta. Ho scelto di traslarmi dalla mia città natale, farcita di tutti i miei amici e famigliari, e la conseguente costante nostalgia: per tornare a vivere, davvero, in una città che sento casa.
Ho scelto di scegliere.
Ho scelto di dire tutto, sempre, senza sotterfugi, senza segreti.
Ho scelto la via più facile per me: quella della spontaneità.
Mi sono privata e mi privo solo di quello di cui mi ha privato e mi priva il prossimo - dove prossimo è qualcuno che rappresenta per me un lavoro, un affetto, un luogo / qualcosa o qualcuno d'importantissimo, eppure evidentemente rinunciabile, dato che non si è impegnato per rimanere nella mia vita: i mulini a vento, quelli no, non fanno più per me.

It's something unpredictable, but in the end is right,
I hope you had the time of your life.

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